CREDITO D’IMPOSTA PER ATTIVITA’ DI RICERCA E SVILUPPO, DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DI DESIGN

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AGEVOLAZIONE E TIPOLOGIA

Le intensità del credito d’imposta ed i massimali previsti sono modulate in funzione delle attività ammissibili, come di seguito riepilogate:
➢ Ricerca e Sviluppo, nella misura del 20% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 4 milioni di euro.
➢ Innovazione Tecnologica, nella misura del 10% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro. Se finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nella misura del 15% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro.
➢ Design e Ideazione estetica, nella misura del 10% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa, che effettuano investimenti in una delle attività ammissibili definite.

ATTIVITA’ FINANZIABILI (con specificità tra le tre diverse tipologie di attività ammesse)

➢ Attività di Ricerca e Sviluppo (Art. 2 Decr. – L. n.160/2019 comma 200)
Attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico. La classificazione tiene conto dei principi generali e dei criteri contenuti nelle linee guida elaborate dall’OCSE (Manuale di Frascati 2015). Le attività devono perseguire un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo scientifico o tecnologico.
➢ Attività di innovazione tecnologica (Art. 3 Decr. – L. n.160/2019 comma 201)
Devono essere finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati (bene materiale o immateriale o un servizio o un processo che si differenzia, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, sul piano delle caratteristiche tecnologiche o delle prestazioni o dell’ecocompatibilità o dell’ergonomia o per altri elementi sostanziali rilevanti nei diversi settori produttivi).
La classificazione è operata tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nelle linee guida elaborate dall’OCSE, (Manuale di Oslo 2018).
➢ Attività di design e ideazione estetica (Art. 4 Decr. – L. n.160/2019 comma 202)
Devono essere finalizzati ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (ad es. le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti). Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono ammissibili i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità ai precedenti con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti. Le attività ammissibili riguardano la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita.

SPESE AMMISSIBILI

a) Spese per Ricercatori, Tecnici e Personale titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato.
È prevista una maggiorazione del 150 per cento della spesa per i soggetti di età non superiore a trentacinque anni, in possesso di ulteriori caratteristiche.

b) Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o semplice e altre spese relative a beni materiali mobili e a software utilizzati (con specifiche modalità di calcolo e con limite massimo del 30% rispetto alle spese di personale).

c) Spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili.
È prevista una maggiorazione del 150% nel caso di contratti stipulati con Università e Istituti di ricerca aventi sede nel territorio dello Stato.

d) Quote di ammortamento per l’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro (Solo per “Ricerca e Sviluppo”).
e) Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20 per cento delle spese di personale ammissibili ovvero delle spese ammissibili per contratti extra muros.
f) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30 per cento delle spese di personale ovvero, nel caso di ricerca extra muros, del 30 per cento di tali spese.
d) Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20 per cento delle spese di personale
e) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30 per cento delle spese di personale ovvero del 30 per cento delle spese per i contratti.

NOTE

Ai fini dei successivi controlli le imprese beneficiarie sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti, i risultati delle attività ammissibili svolte.
La compensazione del credito d’imposta deve rispettare le seguenti regole:
✓ deve avvenire in 3 quote annuali di pari importo;
✓ decorre dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione del credito;
✓ è subordinata all’assolvimento degli obblighi di certificazione contabile;
✓ richiede apposita comunicazione al Mise, secondo modello, contenuto, modalità e termini di invio da definirsi in un Decreto direttoriale di prossima emanazione.